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Il Modello SAMR, ideato da Ruben Puentedura, può essere definito come una struttura semplificata di riferimento che consente di riflettere sul livello d’integrazione degli strumenti digitali nella pratica didattica per poter progettare, programmare e gestire, con maggiore consapevolezza, esperienze di apprendimento-insegnamento che sfruttino al massimo le potenzialità delle tecnologie e che producano risultati soddisfacenti per il raggiungimento di obiettivi specifici e formativi.

Ciò che è necessario considerare quando decidiamo di adottare un determinato strumento digitale (hardware e software) in uno specifico contesto scolastico è la portata innovativa che tale strumento presenta rispetto alle tecnologie tradizionali.

Il “grado di innovazione” risulta direttamente proporzionale alla dimensione trasformativa che lo strumento produce nel contesto apportando cambiamenti sostanziali e ridefinendo aspetti dell’esperienza quali: l’approccio, i tempi, le modalità, i contenuti, i compiti, i ruoli con i quali essa viene gestita.

Grazie al modello SAMR possiamo comprendere meglio quando una tecnologia (digitale) viene utilizzata in maniera da risultare sostitutiva rispetto ad un’altra (analogica), oppure apportare modifiche che la rendono essenziale per lo svolgimento di un compito altrimenti impossibile da realizzare in sua assenza.

Attraverso l’uso delle tecnologie digitali, spesso, il compito assegnato diventa di tipo produttivo e collaborativo (approccio costruttivista) ed è incentrato sullo studente in quanto soggetto autoriale (metodologie attive) e sullo sviluppo di specifiche competenze (compiti di realtà) e non solo conoscenza di argomenti disciplinari (apprendimento significativo) come spesso avviene in contesto didattici trasmissivi di tipo tradizionale.

Le tecnologie possono aiutarci a creare ambienti di apprendimento più efficaci, motivanti, coinvolgenti, a patto che siamo in grado di gestirle in maniera adeguata. Le tecnologie non incidono solo sui processi cognitivi ma anche sui diversi codici espressivi, sulle interazioni sociali, sugli aspetti relazionali, sull’immaginazione e la creatività, sugli stili di apprendimento e sullo sviluppo di competenze quali: il problemim-solving, il pensiero critico, la collaborazione e la condivisione. Apprendere in un contesto tecnologicamente avanzato significa apprendere non solo di più ma in modo più articolato, ricco ed integrato.

Ciò favorisce una maggiore consapevolezza ed un uso più responsabile degli strumenti digitali da parte degli studenti per promuovere un’educazione alla cittadinanza attiva e supportare l’apprendimento permanente come fattori chiave del XXI secolo.

 

iBOOK sull’utilizzo del Modello SAMR per l’integrazione delle tecnologie digitali nella pratica didattica: https://itun.es/it/HdZQ-.n